• Museo Pontificio – Santuario della Santa Casa di Loreto, Piazza della Madonna, 1, 60025 Loreto AN
  • Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Giovan Francesco Barbieri

San Nicola da Tolentino

Olio su tela, ante 1636, cm 68 x 55. Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto

Il santo è ritratto ad occhi bassi, con i suoi simboli iconografici: il crocifisso, il giglio, il sole raggiato rosso ed il libro, usato e sgualcito, su cui è scritta una frase tratta da Sant’Agostino che sintetizza il programma di vita cristiana, Praeceptapatris mei servavi, ideo maneo in eius dilectione. La cornice, fine ‘600-inizi ‘700, è ricchissima e contrasta con la semplicità del dipinto.
L’opera appartiene alla seconda fase dell’attività dell’artista quando il Guercino, dopo l’esperienza romana e il definitivo ritorno a Cento, approfondisce il suo linguaggio pittorico allontanandosi dall’enfasi barocca per un classicismo più vicino alla tradizione bolognese. Fu commissionata al pittore dal tolentinate Benadduce Benadduci, che ricopriva all’epoca cariche legali a Ferrara e a Bologna, pagata 40 scudi, come si legge nel “Libro dei conti” del Guercino, sotto l’anno 1636.

Stanza: 5

Giovan Francesco Barbieri

St. Nicholas of Tolentino

Oil on canvas, before 1636, 68 x 55 cm. Cassa di Risparmio di Loreto Foundation

Oil on canvas, before 1636, 68 x 55 cm. Cassa di Risparmio di Loreto Foundation
The saint is portrayed with his eyes downcast, with his iconographic symbols: the crucifix, the lily, the radiant red sun and the book, used and crumpled, on which is written a sentence taken from St. Augustine that summarizes the program of Christian life, Praeceptapatris mei servavi, ideo maneo in eius dilectione. The frame, late 17th-early 18th century, is very rich and contrasts with the simplicity of the painting.
The work belongs to the second phase of the artist’s activity when Guercino, after the Roman experience and the definitive return to Cento, deepened his pictorial language, moving away from the Baroque emphasis to a classicism closer to the Bolognese tradition. It was commissioned to the painter by Benadduce Benadduci from Tolentino, who at the time held legal offices in Ferrara and Bologna, it was paid with 40 swords, as stated in Guercino’s “Book of accounts”, under the year 1636.